Sta molto vicino alla culla di questo Bambino,

specialmente in questi santi giorni del suo natalizio.

Se ami le ricchezze, qui troverai l'oro

che i re magi vi lasciarono;

se ami il fumo degli onori, vi troverai quello dell'incenso;

e se ami le delicatezze dei sensi, sentirai la mirra odorosa,

la quale profuma tutta la grotta.

(Padre Pio)     

Carissimo amico, mi presento sono Gesù, il Figlio di Maria e di Giuseppe il falegname. Da sempre ho desiderato incontrare tutti gli uomini, per dire loro che io e mio Padre li amiamo tutti, uno per uno. Per portare agli uomini questo messaggio sono nato più di 2000 anni fa e ogni anno io vengo di nuovo per dire a tutti, anche a te, ti voglio bene e voglio regalarti la mia amicizia. La accetti? Sei mio amico? Lo so, spesso, sono esigente, a volte chiedo troppo: andare controcorrente, fare delle scelte difficili, dedicarmi del tempo, ma sai, voglio che tu sia libero davvero e voglio per te il bene. Tu sei importante per me, sei unico, originale, io ho fiducia in te,anche se qualche volta poi non mantieni le promesse: non importa,io ti voglio bene e ti accolgo per quello che sei, perché desidero che tu sia felice. E' proprio brutto non essere accettati o accolti, a me è capitato 2000 anni fa e capita spesso anche oggi. E tu sai accogliere? Ora mi rivolgo a te, so che stai aspettando per festeggiare il mio compleanno, hai sicuramente tanto da fare: i regali da comprare, tante cose da organizzare, hai le giornate sempre impegnate, ma non dimenticarmi, prepara anche per me un regalo. Ciò che desidero è un po' della tua amicizia, che almeno la sera tu ti ricordi di me, non solo in questo periodo. Desidero essere importante per te, ti vorrei più presente la domenica. Vorrei condividere le gioie e le preoccupazioni: non escludermi dalla tua vita. Vorrei aiutarti a crescere, voglio che tu sia felice, che trovi la vera gioia e io sono certo di poterti aiutare a cercarla (scusa la presunzione, ma è la verità). Gli amici servono anche a questo,altrimenti che ci stanno a fare? o no? Pensaci! Io ci conto. Faccio sul serio. Fidati e sii felice. 

Ciao

 il tuo amico Gesù

Natale

Asciuga, Bambino Gesù,
le lacrime dei fanciulli!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un universale
abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione
dall'ignoranza e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi, liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero ed unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace, dono di pace per l'intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia.

Madre Teresa di Calcutta

Ai tempi di Erode, la notte in cui nacque Gesù, gli angeli portarono la buona notizia ai pastori.

C'era un pastore poverissimo, tanto povero che non aveva nulla. Quando i suoi amici decisero di andare alla grotta portando qualche dono, invitarono anche lui. Ma lui diceva: "Io non posso venire, sono a mani vuote, che posso fare?".

Ma gli altri tanto dissero e fecero, che lo convinsero.

Così arrivarono dov'era il bambino, con sua Madre e Giuseppe.

Maria aveva tra le braccia il bambino e sorrideva, vedendo la generosità di chi offriva cacio, lana o qualche frutto.

Scorse il pastore che non aveva nulla e gli fece cenno di venire.

Lui si fece avanti imbarazzato.

Maria, per avere libere le mani e ricevere i doni dei pastori, depose dolcemente il bambino tra le braccia del pastore che era a mani vuote...

Natale

di Stefania Plona

*** *** ***

... E l'angelo volò sotto le stelle,

e vide tre pastori in una corte,

presso il fuoco, ravvolti in una pelle.

L'angelo del Signore gridò forte:

- è nato!

I pastori si misero in cammino

coi  montoni, le pecore, gli agnelli,

e per la prima volta Dio Bambino

apparve: a dei pastori poverelli.

La leggenda del Pettirosso

 

Nella stalla dove stavano dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Presto ci furono soltanto alcune braci e alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano così stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno.

Nella stalla c'era un altro ospite: un uccellino marrone; era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù e i suoi genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì neppure per tutto l'oro del mondo.

Quando anche le ultime braci stavano per spegnersi, pensò al freddo che avrebbe patito il bambino messo a dormire sulla paglia della mangiatoia. Spiccò il volo e si posò su un coccio accanto all'ultima brace.

Cominciò a battere le ali facendo aria sui tizzoni perché riprendessero ad ardere. Il piccolo petto bruno dell'uccellino diventò rosso per il calore che proveniva dal fuoco, ma il pettirosso non abbandonò il suo posto. Scintille roventi volarono via dalla brace e gli bruciarono le piume del petto ma egli continuò a battere le ali finché alla fine tutti i tizzoni arsero in una bella fiammata.

Il piccolo cuore del pettirosso si gonfiò di orgoglio e di felicità quando il bambino Gesù sorrise sentendosi avvolto dal calore.

Da allora il petto del pettirosso è rimasto rosso, come segno della sua devozione al bambino di Betlemme.